
C’è un momento preciso in cui il lavoro silenzioso diventa racconto collettivo. Per lo chef Gianni Dezio quel momento ha preso forma sul palco del Teatro Regio di Parma, quando il ristorante Zunica 1880 ha conquistato la sua prima stella Michelin.
Una ricerca mai interrotta
Un riconoscimento che arriva rapido, quasi improvviso, ma costruito su anni di ricerca, sacrificio e identità. Dezio, abruzzese di Atri (Teramo) e allievo di Niko Romito (leggi la sua prima intervista), guida oggi una cucina che rifugge l’eccesso e si concentra sull’essenziale: pochi ingredienti, selezionati con rigore, spesso autoprodotti, capaci di esprimere un’idea precisa di gusto.
Chef e titolare del ristorante “Tosto” di Atri – dove insieme alla moglie Daniela ha mostrato non solo il talento di chi ha totale padronanza della cucina, ma anche l’eccellenza di un territorio e dei suoi prodotti -, Dezio dopo la pandemia ha creato l’innovativa gastro bottega “Più Tosto”, nella centralissima Piazza Duomo di Atri. Cibo in cartoccio, golosità tradizionali rinnovate, ricerca di erbe e formaggi autoctoni e degustazioni guidate, senza perdere la bussola su qualità e stagionalità. Ma guai a pensare che abbia fatto un passo indietro. Anzi.
Dal Mugaritz a Villa Corallo
In quegli anni la ricerca è andata avanti più che mai, e nel luglio 2021 la decisione di raggiungere lo chef Andoni Luis Aduriz per lavorare nel suo iconico ristorante “Mugaritz”, a Errenteria, in Spagna. «È qui che ho rivisto con altri occhi i miei piatti e il mio modo di cucinare», dirà in seguito all’esperienza spagnola Gianni Dezio.
Nel 2024 Dezio e il suo amico Daniele Zunica – titolare dello storico hotel ristorante Zunica 1880 a Civitella del Tronto – vengono contattati dalla catena di hotel La Ville per realizzare nel Relais Villa Corallo, a Sant’Omero (Teramo) un progetto dai tre volti: hotel, ristorante e spa. Il tutto in una dimora storica immersa in un’oasi verde di 80 ettari. Obiettivo del progetto: eccellenza in tutti e tre i settori. Dezio e Zunica accettano la sfida. A Villa Corallo la cucina diventa estensione della terra: orti, allevamenti e stagionalità non sono elementi di contorno, ma struttura portante del progetto gastronomico. La stella Michelin 2026 premia proprio questo equilibrio: tradizione abruzzese e visione contemporanea, radici e apertura, tecnica e sensibilità.

Gianni Dezio e Niko Romito al Teatro Regio di Parma
Una ricerca mai interrotta
«Un riconoscimento inaspettato per il breve tempo che abbiamo avuto per il lancio del progetto, ma rappresenta il grande risultato di un lavoro di squadra», ha dichiarato lo chef stellato Gianni Dezio, restituendo centralità a una brigata che condivide filosofia e metodo di lavoro. «Per me questa stella rappresenta una piccola rivincita, ma anche una conferma, perché premia soprattutto le mie idee».
E in fondo è proprio questa la cifra del progetto Villa Corallo: trasformare un luogo in un’idea, e un’idea in racconto del territorio.
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