per…Bacco

DSC_0385_2_2Il vino. Ah…il vino! Mi ha incantato quasi venti anni fa.

A dire il vero non  mi ha stregato con la sua parte liquida, quella che si beve a sorsi, ma con quella eterea –della sua anima- che si apprezza con la coscienza del fare degustazione,  che va ricercata con le parole, che fa lavorare il cervello, che rimanda al lavoro pesante della vigna, al profumo della campagna e alla perizia della cantina. Insegnare la storia del vino significa ripercorrere un po’ la storia dell’uomo e aiuta a capire il perché delle cose che legano questo prodotto alle scoperte scientifiche, alle guerre, alle religioni, ai banchetti del grande lusso, alla nobiltà, al Clero, al popolo, alla terra. Il vino è pervadente. Sono mille i rivoli che forma e che possono essere scoperti.  Chimica, geografia, filosofia e così via per un prodotto che segna e incide la storia del percorso umano occidentale.

La voglia di curiosare nell’universo enologico è sempre alta e corollario ineludibile di questo mondo è la storia della cucina e del cibo che, ancor più del vino, si lega all’uomo con i caratteri di sopravvivenza prima e di cultura poi.

Fare lezione sulla “storia del vino” agli studenti di Niko Formazione permette di innescare un processo di curiosità che fa nascere la voglia di approfondire gli argomenti trattati. A scuola, tra i banchi, ragazzi e adulti attenti possono trasformare le emozioni, trasmesse da un calice pieno, in veicolo di nozioni importanti. Fare da tramite in questo processo è intrigante e coinvolgente. È una storia liquida, quella del vino, che si incolla ai contorni del contenitore e lo riempie, portando in alto aromi e aliti nobili. Il vino è metafora stupefacente della vita di ognuno di noi.

Manuela Cornelii